TERRECOTTE DI TREQUANDA S.r.l.

Località Pian delle Fonti - 53020 TREQUANDA (SI) - ITALIA
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e-mail: terrecotte-trequanda@libero.it

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Il borgo, un tempo completamente racchiuso nelle mura, aveva tre porte di accesso. Restano Porta al Sole e Porta al Leccio, mentre la principale, Porta a Buggea, sotto la torre del castello, è andata distrutta.
Porta a Sole in tufo e travertino, con un arco a tutto sesto ed un antiporto con due ampie nicchie laterali, si affaccia a sud-ovest verso l'aperta campagna. Porta al Leccio, in blocchi tufacei, con un arco goticheggiante a tutto sesto ed apertura a sesto ribassato, conduce verso nord-est al bosco del Lecceto.
Da Piazza Garibaldi, accanto alla piccola Chiesa dell'Immacolata, si accede al Castello - risalente al XIII° sec. - residenza dei Signori Cacciaconti. Del complesso, in parte modificato nel tempo, restano le mura merlate e l'imponente torrione cilindrico in pietra calcarea bianca. All'interno la struttura racchiude un'ampia corte ed un suggestivo giardino all'Italiana. Sempre sulla Piazzetta si affaccia la bellissima Chiesa romanica dedicata ai Santi Pietro ed Andrea, un tempo appartenuta ai Frati Umiliati, nella quale vengono custodite preziose opere attribuite al Sodoma ed al Sansovino. Sull'altare maggiore, in un'urna riccamente istoriata capolavoro dell'arte senese del XVI° sec., sono contenute le spoglie della Beata Bonizzella Cacciaconti chiamata dai nativi semplicemente Beata e solennemente festeggiata nel mese di Maggio.
Al tempo del Granducato di Toscana Trequanda possedeva una vetreria, fornaci di terraglie, tratture di seta, una tintoria ed una fabbrica di cappelli, tutte testimonianze del valore che le tradizioni artigianali hanno tramandato a questa comunità.
Lasciando il borgo dal castello, si incontra la Chiesa del Sodo impreziosita da un affresco del '400 raffigurante la Madonna con il Bambino. A poca distanza dal paese, in un boschetto di lecci e cipressi, si trova la Torre del Molino a Vento, un antico colombaio risalente fine del '700. La singolare costruzione ha una torre cilindrica sovrastata da una corona ottagonale decorata con cornici e mensole di terracotta. Singolare la struttura interna: un'imponente scala a chiocciola in mattoni collega la struttura ed l'ultimo piano, le pareti e la volta sono fregiati da più di cinquecento nidi di terracotta disposti a scacchiera raggiunti dai colombi attraverso bifore che fregiano lateralmente il mulino.
 
Piantina del paese
Veduta panoramica di Trequanda

Fuori dagli itinerari turistici più battuti, la Toscana poco nota di questo angolo della campagna senese possiede attrattive d'arte, cultura e paesaggio capaci di affascinare chi abbia voglia di esplorare e conoscere.
Il borgo medioevale di Trequanda se ne stà appollaiato su un poggio a cavallo tra la Val d'Asso a ovest e l'ampia Val di Chiana a est, al centro della quale, parallela al corso del fiume, i Romani, conquistata l'Etruria, costruirono la Via Cassia.
Al viaggiatore odierno che giunge dalla Val di Chiana, il profilo del borgo medioevale di Trequanda apparirà molto simile a quello che si presentava agli occhi di un cavaliere di quel tempo che salendo, si lasciava alle spalle una pianura in cui la Chiana " .. ogni dì più mancante d'impulso, scorre con lentore verso il centro della valle e si abbandona a paludose dilatazioni ... "
Trequanda : il suono del suo nome sembra evocare remote località esotiche. La sua etimologia resta oscura. C'è chi la fa risalire al mitico eroe etrusco Tarkonte; chi forse con maggiore attendibilità , ad una modificazione di " terram quadram " - terra particolare - a sottolineare la sua posizione isolata. Un'ultima ipotesi allude alle tre porte nelle mura del borgo, da cui si ricostruirebbe il termine " tre-guarda " e per assonanza Trequanda.
Anche l'antico stemma del Comune ha a che fare con il numero tre : tre calici d'argento su fondo rosso, ed il mistero resta insoluto.
I primi abitanti di queste colline sono stati gli etruschi i quali, dall'ottavo al terzo secolo a.C. vivevano fra il Tirreno e le valli dell'Arno e del Tevere.
Rimangono tracce degli antichi insediamenti sia nei nomi di origine etrusca dei luoghi (Cennano, Petroio; Sicille) sia nei ritrovamenti archeologici , databili nel periodo compreso tra il terzo ed il primo secolo a.C.
Trequanda viene nominata per la prima volta nei documenti storici nel 1198 e per la sua posizione dominante sull'importante strada che da Chiusi portava fino a Siena passando per Asciano , fu oggetto di continue pretese e interferenze da parte della Repubblica di Siena.
All'epoca della lotta tra Guelfi e Ghibellini il villaggio servì da base ai fuoriusciti ghibellini. Possedimento dei signori Cacciaconti della Scialenga, Trequanda venne annessa al Granducato di Toscana da Cosimo d' Medici.
 
Trequanda

 

 

Chiesa SS. Pietro e Andrea (XI secolo)
Castello Cacciaconti - mura e torre

 

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